controprogetto team Milano
LABORATORIO CONTROPROGETTO
Progettiamo e realizziamo pezzi unici, arredi su misura, allestimenti e spazi pubblici utilizzando prevalentemente materiali di recupero.
La nostra avventura ha inizio nel 2003 a Milano all’interno dell’esperienza di riqualificazione urbana partecipata della Stecca degli Artigiani, una vecchia fabbrica nel quartiere Isola, contenitore multidisciplinare di artigianato, associazionismo e arte.
La nostra esperienza sul campo ci permette di venire incontro alle necessità specifiche di ciascun cliente in ogni fase del processo produttivo dall’ideazione all’installazione, in totale autonomia o anche collaborando con architetti e designers.
Siamo artigiani ed ogni nostro lavoro è il prodotto del nostro ingegno e delle nostre mani; perciò è unico, esclusivo e durevole.
Alla base del nostro modus operandi c’è il rapporto diretto con i nostri clienti, se potete venite a trovarci nella nostra factory oppure contattateci per avere un’ ottimale assistenza personalizzata.
Controprogetto è: Matteo Prudenziati, Alessia Zema.

 

laboratorio@controprogetto.it

 

FILOSOFIA
Come altri creativi della nostra generazione siamo cresciuti in un mondo di abbondanza che ha fatto del rifiuto una categoria della mente che ha invaso lo spazio della materia. Non abbiamo mai condiviso il piacere di sprecare risorse solo perché ce lo si può permettere, la nostra è una reazione, istintiva e naturale a qualcosa alla quale non trovavamo senso. Per questo il nostro nome è Controprogetto. Dalla critica bisogna immediatamente arrivare al progetto.
Da sempre crediamo nei valori del riuso e della sostenibilità e li perseguiamo attraverso il riciclo e la valorizzazione dei materiali di recupero, primo fra tutti il legno con il quale continuiamo a lavorare e sperimentare affiancandogli ferro, rame, ottone, cemento, resine e marmo.
La storia scritta in ogni segno del legno di recupero racconta la vita degli oggetti e delle persone che con essi hanno interagito rendendoli unici, noi ci proponiamo di trovare nuovi usi, sensi e combinazioni stratificando i significanti.
Attraverso la rielaborazione del materiale e la sua lavorazione artigianale, ogni pezzo diventa unico e irripetibile, il segno della vita precedente della materia, da difetto diventa memoria .
Doghe, infissi di legno, tapparelle, parquet dismessi, pannelli provenienti da scenografie e destinati al macero, mobiletti buttati via…smembrati e stravolti si ricompongono in mosaici e in varie composizioni riacquistando nuovo valore e carattere.