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L’idea di realizzare un parco giochi per la scuola-orfanotrofio di Kotlina nasce a seguito dell’esperienza umanitaria vissuta da amici vicini a Controprogetto con l’associazione Asvi Italia.
Kotlina è un piccolo e complesso paese di montagna al confine con la Macedonia, raggiungibile solo attraverso una sterrata stretta e ripida lunga sette interminabili chilometri, unico collegamento con l’asfaltata che conduce alla cittadina di Hanelezi nella regione di Gilane.
Quando i miliziani serbi presero la città, la situazione era tesa e difficile già da tempo e gli uomini del villaggio erano scappati lasciando le donne, i bambini e gli anziani a presidiare le case. Così, quel giorno del 1999, l’obiettivo divenne la scuola, punto di riferimento per tutta la popolazione (attualmente costituita da circa 150 bambini e 200 adulti). I soldati catturarono i giovani del paese, li ammazzarono e seppellirono in una fossa comune, consumando così una strage di più di cinquanta civili inermi.Alla fine del conflitto, quella fossa fu localizzata grazie alla testimonianza di un ragazzo che, nascostosi in cima al minareto, aveva assistito impotente alla tragedia che si consumava sotto di lui; questo ragazzo è ora uno dei testimoni d'accusa al processo dell'Aja contro Milosevic per crimini di guerra. Trenta orfani di guerra vivono ora a Kotlina assistiti dai loro parenti, adottati in realtà da tutta la comunità.
Quello che noi chiameremmo orfanotrofio è in effetti la scuola del villaggio ed è anche punto di incontro, centro di assistenza sanitaria, luogo per lo smistamento degli aiuti. Tutti i bambini vi trascorrono le loro giornate prima studiando e poi giocando. Di fronte alla scuola però solo un prato sterrato e il cimitero.
Con gli amici dell’Asvi, per riempire questo vuoto con un parco giochi, che potesse almeno in parte riempire le giornate di questi bambini, abbiamo pensato di costruire tre funghi con ponti e scivoli, studiati poi da due di noi,  un designer e un architetto, che si sono occupati della parte più tecnica del progetto.
I giorni passavano e a Controprogetto si tagliava, levigava, smerigliava, dipingeva e imbullonava, impegnando tutto il tempo a disposizione e, verso la fine, lavorando anche la notte,  sino a giungere a vedere, tre giorni prima di caricare il camion, i 1400 pezzi della struttura uniti e montati. I tre funghi giganti sono stati smontati e imballati, pronti per essere caricati sul tir insieme agli aiuti umanitari portati da Asvi.
Alcuni di noi sono partiti infine per il Kosovo, destinazione Kotlina, per montare finalmente il parco giochi. In tre giorni di lavoro, aiutati dalla gente del posto, i funghi sono stati ricostruiti e finalmente inaugurati dai bambini festanti. L’esperienza vissuta a Kotlina a stretto contatto con la popolazione è stata una splendida occasione di conoscenza, integrazione e collaborazione: ogni giorno siamo stati ospiti da una famiglia diversa e a sera tutta la comunità si riuniva per conoscerci, tra un tè e l’altro.
I funghi sono stati costruiti essenzialmente con materiali donati da aziende cui è stato presentato il progetto e che hanno deciso di sostenerlo. Grazie a questi contributi Controprogetto è riuscito a costruire questo parco giochi riducendo le proprie spese a 2000 €, tra strumenti e materiali.

 

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