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Controprogetto

> NOI

Il laboratorio Controprogetto progetta e realizza pezzi unici, arredi su misura, allestimenti e spazi pubblici utilizzando materiali di recupero anche attraverso percorsi di costruzione partecipata. Nasce nel 2003 a Milano all’interno dell’esperienza di riqualificazione urbana partecipata della Stecca degli Artigiani, una vecchia fabbrica nel quartiere Isola, contenitore multidisciplinare di artigianato, associazionismo e arte. Eravamo un gruppo di amici, studenti alla ricerca di un contenitore in cui sperimentare, costruire, sentirsi liberi, contribuire alla creazione di una città migliore insieme a persone interessanti ed impegnate. Il nostro primo progetto è stato un parco giochi per uno sperduto paesino del Kosovo. In quell’occasione è stato attrezzato il laboratorio Controprogetto, che da allora non ha mai smesso di costruire, progettare e sperimentare…Siamo stati alla Stecca per 5 anni, prima che venisse abbattuta perché incompatibile con gli scenari urbanistici che si prospettavano nel quartiere. In questi anni il gruppo è cresciuto, arricchendosi di persone, incontri, stimoli e progetti. Dal 2006 si è definita la nostra composizione. Un buon equilibrio di attitudini e caratteristiche complementari, nel continuo processo di trasformazione delle differenze in sinergie. Nel 2009 abbiamo lasciato l’Isola e siamo approdati in via Tertulliano 70, un nuovo territorio ricco di stimoli e realtà eterogenee in cui continuare il nostro percorso di crescita.

controprogetto è:Valeria Cifarelli, Matteo Prudenziati, Davide Rampanelli, Alessia Zema.

> FILOSOFIA

Usiamo materiali di recupero perché siamo affascinati dalla storia e dalla vita. La storia inscritta in ogni traccia di colore, in ogni grafica, in ogni segno del tempo .La vita degli oggetti, la potenzialità presente in ogni briciola di materia di trovare nuovi usi, sensi e combinazioni. Non abbiamo mai avuto paura di sporcarci le mani, di faticare a estrarre i chiodi e le viti che nessuno voleva estrarre, un processo che nessuna macchina può fare. Abbiamo scoperto che sotto la pelle ingrigita dal tempo il legno resta protetto, e che spesso la storia incisa nel materiale è ciò che lo rende unico e che non di difetti si tratta ma di carattere. Abbiamo imparato a conoscere i materiali usandoli, toccandoli, vedendone il comportamento. Per questo selezioniamo sempre materiali adeguati agli ambienti in cui verranno collocati. Come altri creativi della nostra generazione siamo cresciuti in un mondo di abbondanza che ha inventato il rifiuto, la spazzatura. Una categoria della mente che ha invaso lo spazio della materia. Non abbiamo mai condiviso il piacere di sprecare risorse solo perché ce lo si può permettere. La nostra è una reazione, istintiva e naturale a qualcosa alla quale non trovavamo senso. Per questo il nostro nome è Controprogetto. Dalla critica bisogna immediatamente arrivare al progetto. Siamo artigiani, non ci accontentiamo di lamentarci delle cose che non ci vanno bene, progettiamo, proponiamo, costruiamo.